Un po' di storia


La storia comincia da un semplice quaderno nero, alto, con i bordi rossi come quelli che si usavano parecchio tempo fa. Era stato acquistato nel 1956 ricco di pagine, sarebbe dovuto servire per registrare la storia di una nuova parrocchia, di una nuova chiesa: gli uomini non ci avevano ancora messo mano, ma il suo spessore stava a significare di non mettere limiti alla provvidenza di Dio.
La prima pagina è quasi un epigrafe, in caratteri curati e solenni ecco cosa diceva: “Fiat voluntas Dei. Il giorno 15 febbraio 1956 è stata canonicamente ed ufficialmente riconosciuta e costituita la Nuova Residenza dei Padri del S.Cuore Betarramiti della Vice-Provincia Italiana in Lissone (Milano) ed è stato eletto il primo consiglio della Residenza: P.Giuseppe Airoldi superiore-economo; P.Gioacchino Spini assistente; P.Ireneo Simonetti consigliere; P.Arnaldo Guerra consigliere-segretario. Il S.Cuore di Gesù e Nostra Signora di Bétharram, S.Giuseppe e S.Michele Garicoits proteggano e benedicano la Nuova Opera Betarramita”.
L’inizio della storia comincia però nascostamente qualche anno prima: Il giorno 28 marzo 1953, sabato prima delle Palme, P.Giuseppe entra in Lissone per rimanervi, il 18 aprile dello stesso anno i fratelli Arosio mettono a disposizione di P.Giuseppe e del confratello P.Gioacchino Spini alcuni locali in Via Matteotti; in settembre la comunità si ingrandisce per l’arrivo dei Padri Marco Soroldoni e Giacomo Ghislanzoni.
Il lavoro dei Padri in quel periodo fu il puro e semplice ministero sacerdotale: levate antelucane per le Messe e le confessioni, uscite pastorali anche nelle parrocchie periferiche; visita agli ammalati ed alle famiglie. E’ questo contatto diretto che il cuore di P.Giuseppe fa breccia nel cuore di molti lissonesi. Grazie appunto all’opera di uno di questi, il Signor Angelo Gagnola, P.Giuseppe è in grado, per il Natale del 1955, di dare una sede stabile alla comunità betarramita lissonese nella cosiddetta “Villa Sant’Angelo” in Via Marconi dalla quale usciranno anni dopo solo per trasferirsi nella nuova casa parrocchiale.



Il 22 aprile 1957 Lunedì dell’Angelo P.Giuseppe invita ufficialmente il suo Arcivescovo Mons. Montini per la posa della prima pietra che avverrà il 28 aprile domenica “in Albis”.

Una croce di legno piantata nel terreno indicava il luogo ove sarebbe sorto l’altare maggiore e Sua Eccellenza la benediceva aspergendola con acqua santa. Al lato sinistro della croce, a dodici metri, una profonda fossa segnava il posto ove si deporrebbe la prima pietra, fondamento del muro laterale, detta perciò pietra d’angolo.

 

La prima pietra in travertino, lunga 60 cm. Porta una scanalatura profonda nella quale fu posto un tubo di piombo contenente la pergamena con la dicitura: “L’anno del Signore 1957, il giorno 28 aprile, Domenica in Albis, felicemente regnando Pio XII, Pontefice Massimo, S.E. Mons. Giovanni Montini, Arcivescovo di Milano, pone la prima pietra di questa Chiesa del S.Cuore in Lissone, affidata ai Padri del S.Cuore di Bétharram, e benedicendo implora che la Divina Misericordia rinnovi e salvi il mondo”.



L’apertura al culto della nuova chiesa avviene il 10 giugno 1961. Del giorno precedente è il decreto
arcivescovile che erige la nuova parrocchia, smembrandone il territorio da quello fin allora soggetto alla Prepositurale. La sera del 10 giugno alle ore 19, è lo stesso cardinale Montini a varcare la soglia della chiesa del Sacro Cuore, benedetta la sera precedente da Mons. Allievi, per aprirla definitivamente ai fedeli. Le cronache ricordano che il futuro Paolo VI entrando esclamò: “Stupenda, stupenda!”



Il 12 giugno 1966 il cardinal Colombo asperge con acqua benedetta le pareti, esterne ed interne, della chiesa, unge col crisma 12 croci poste sulle colonne e due altre crocette sugli stipiti del portale, prende simbolicamente possesso dell’edificio, consacra l’altare ed infine celebra la Messa della Dedicazione. Nella chiesa risuona il nuovo organo e risplendono le vetrate, che colpiscono molto i visitatori, giunti anche dalle parrocchie vicine.


La vetrata all'ingresso principale


Una delle sei vetrate di destre raffiguranti l'antico testamento.
"Il sacrificio di Isacco"

 


Nel 1969, dobbiamo segnalare, a giugno, il primo novello sacerdote della parrocchia, P. Enrico Mariani, bétharramita; il secondo sarà un altro bétharramita, P.Mario Giussani, ordinato nel giugno 1975, e si dovrà aspettare fino al Natale del 1985 per il terzo “novello” comparrocchiano, quando celebrerà tra noi la prima Messa fratel Roberto Villa, missionario dei Fratelli di Nostra Signora della Misericordia.
Gli anni ci sono sfuggiti sul foglio e ci rendiamo conto di essere giunti al punto in cui sarebbe bello chiudere il primo ed intitolare “Capitolo secondo”; con la morte del suo fondatore Padre Giuseppe,

la parrocchia Sacro Cuore si rende conto di chiudere definitivamente l’epoca degli “inizi”. P.Giuseppe, spira nelle prime ore del pomeriggio del 19 gennaio 1972; il famoso “quaderno nero” annota semplicemente, quasi la mano del segretario fosse frenata dall’emozione per l’enormità dell’evento: “E’ morto P.Giuseppe Airoldi Parroco e fondatore della Parrocchia”, e il resto della pagine è lasciato semplicemente in bianco.


Il fonte battesimale


L'altare dedicato alla Madonna di Betharram


Il tabernacolo


Prima comunione del 1962